Il “Safeguarding” nello sport è un concetto che riguarda la protezione di tutte le persone, in particolare dei minori e delle persone vulnerabili, da abusi, violenze e discriminazioni. In questo contesto, il ruolo del Responsabile Safeguarding è cruciale, poiché si occupa di garantire che ogni individuo possa praticare sport in un ambiente sicuro e rispettoso.
Il termine “Safeguarding” si riferisce a tutte le azioni necessarie per proteggere gli individui, in particolare i più vulnerabili, da danni fisici, emotivi e psicologici. Nel contesto sportivo, il Safeguarding è essenziale per prevenire situazioni di abuso, violenza o discriminazione che possono verificarsi tra atleti, allenatori, dirigenti e altri membri dell’ambiente sportivo. L’obiettivo è creare un ambiente in cui ogni persona possa sentirsi sicura, rispettata e supportata, senza paura di subire comportamenti inadeguati o dannosi.
Il ruolo del “Safeguarding” è spesso ricoperto da una persona con esperienza e formazione specifica in materia sociologica, giuridica e/o di protezione e sicurezza.
Le attività principali che questa figura dovrà gestire ed attuare sono:
Il Safeguarding non è un aspetto che può essere trascurato o implementato in modo generico. Esistono scadenze precise e obblighi che devono essere rispettati per garantire che le organizzazioni sportive siano conformi alle normative in vigore.
Occorre una corretta selezione e formazione dei lavoratori: tutte le organizzazioni sportive sono tenute a garantire che gli allenatori, i volontari e il personale che lavora con bambini e persone vulnerabili siano adeguatamente selezionati e formati. La selezione deve comprendere controlli dei precedenti penali e la verifica delle referenze. La formazione deve essere periodica e può essere richiesta annualmente, in base alle leggi locali o alle normative federali. In Italia, ad esempio, la normativa sul Safeguarding si allinea con le disposizioni del Codice di Condotta per la Protezione dei Minori in Ambito Sportivo, che impone la formazione periodica.
Politiche di Safeguarding: ogni organizzazione sportiva deve adottare politiche specifiche per proteggere i minori e le persone vulnerabili. Queste politiche devono essere riviste e aggiornate regolarmente. Di solito, le politiche devono essere verificate ogni due o tre anni per rimanere in linea con le modifiche normative e le migliori pratiche.
Segnalazione di abusi: ogni sospetto di abuso o violenza deve essere denunciato tempestivamente. Le organizzazioni sportive devono avere un sistema che consenta la segnalazione anonima o sicura. Inoltre, le scadenze per la gestione delle segnalazioni sono precise: solitamente, una segnalazione deve essere presa in carico entro 24-48 ore, e l’indagine dovrebbe essere completata entro un mese, se non ci sono complessità particolari.
Controllo e monitoraggio: oltre alla formazione, il Responsabile Safeguarding deve monitorare l’efficacia delle politiche e delle procedure di protezione. Questo controllo periodico, che può essere annuale o biennale, è essenziale per identificare eventuali criticità e garantire che le normative siano seguite correttamente.
Il Safeguarding nello sport è essenziale per proteggere i più vulnerabili e garantire che lo sport rimanga un luogo sicuro e rispettoso per tutti. Il Responsabile Safeguarding svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione degli abusi, violenze e discriminazioni, assicurandosi che le politiche di protezione siano attuate e che gli individui ricevano il supporto necessario in caso di necessità. Le scadenze relative alla selezione del personale, alla formazione, alla gestione delle segnalazioni e al monitoraggio delle politiche sono fondamentali per garantire che ogni organizzazione sportiva rispetti le normative e crei un ambiente sicuro per tutti.